MARIA PIERA ACCETTA
L'accostamento tra mente e spettro cromatico caratterizza
le opere della pittrice Maria Piera Accetta.
Il pensiero è l'elemento vitale di un'essenza che si realizza nella
luce.
La pittura è dunque l'immateriale e indubitabile esistenza di fotoni
cromatici
che vibrano nell'etemità del vento cosmico.
Una mitologia della creazione che stordisce i sensi abbracciando ogni
particolare
che si manifesta nell'aspetto più infinitesimale dell'opera d'arte:
dove quell'unicità di relazione tra pensiero poesia e luce rivela un
evento
che si percepisce come mutamento del paradigma prospettico della realtà.
Un evento antico, cosmico e cielico.
La ricerca di Maria Piera Accetta risveglia un antico sogno collettivo
dell'arte del novecento.
Il tocco della luce.
Un gioco oggi denso di promesse non realizzate
che l'artista rivisita con l'abilità di un archeologa traendone
conoscenza ed essenza.
E' un'archeologia della natura che disvela simboli e riti che
realizzano la vita come creatività
e insegnano l'arte come rito fondante del mondo.
Su quelle antiche strutture archetipe
Maria Piera Accetta dipinge un incantesimo di illusioni estetiche e le
muove verso il reale,
definisce prospettive di virtualità dell'immagine e le conduce a
fondare un mondo, una verità:
molecole di memi che sanno parlare al fruitore con incantevole
delicatezza.
Lascia che si percepisca l'arte come rivisione del mondo attraverso la
cultura
e affida la cultura alla spiritualità posta fin dentro l'individuo:
poliverso
che si realizza nell'Universo.
Tracciate le fondamenta di una filosofia già embrionale nel sogno
impressionista,
Maria Piera Accetta tratteggia la condizione della sua realizzazione
nella relazione tra osservazione e cattura dell'immagine.
L'immaterialità deve rimanere immaterialità per poter essere toccata
nella sua verità,
i confini sono impercettibili ma sono confini posti da immagini mentali,
e incutono il rispetto della realtà culturale dell'evento estetico.
L'opera d'arte dunque non può non essere
anche nella maturità estetica dello spettatore dell'evento.
In questo senso l'arte insegna a dialogare
e ogni dialogo si forma tra diverse immagini
poste nello stesso immateriale spazio cromatico dell'immaginazione.
Gaetano M. Bonifati





UNA AMICA
ANNARITA FOSSA
Dal privato al pubblico
Solo Tu
Nessuno ascolta più
le mie lacrime.
Solo Tu, Gesù,
le raccogli,
le comprendi,
le perdoni.
Così, tutte insieme,
sono il dolore
di tutta una vita.

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